Noi pensiamo che il vino possa essere considerato come il figlio prediletto dell’uva. L’uva, la pianta, il terreno, trovano in questo alimento ricco di aromi e sapori un modo straordinario di esprimere il fascino e l’originalità dei progetti della natura. Il nostro impegno è anche quello di tutelare e di diffondere, insieme ad altri viticoltori, metodi di vinificazione rispettosi della naturalità del prodotto. Per questo partecipiamo con impegno a manifestazioni e incontri nazionali e internazionali rivolti alla ricerca del miglior rapporto possibile tra territorio, produttori e consumatori.
Nel lavoro in vigna prestiamo attenzione soprattutto alla fertilità del suolo che deve offrire alla pianta le sostanze di cui necessita. Per fare questo, anziché usare fertilizzanti di sintesi che non rispettano i bisogni reali delle piante, si procede ad arricchire il terreno con la pratica del sovescio e con l’aspersione dei preparati biodinamici. In questo modo si permette alla pianta di trovare spontaneamente le sostanze necessarie alla sopravvivenza e all’accrescimento. Con la pratica biodinamica non si usano pesticidi né fungicidi ma soltanto trattamenti preventivi a base di zolfo e di rame in percentuali molto al di sotto del limite consentito.
In cantina il lavoro inizia con l’ingresso di uve sane e coperte di lieviti naturali che dopo una pigiatura soffice innescano subito il processo di fermentazione, senza aggiungerne di selezionati; facciamo uso di rimontaggi frequenti del mosto e di delastage. L’uso della solforosa è limitato ai travasi in dosi da 2 a 6 grammi per ettolitro. Non usiamo pratiche di chiarifiche, di acidificazioni, di arricchimenti, di filtraggio, né alcun’ altra manipolazione del vino. La fermentazione avviene in tini di cemento e la conservazione, secondo la tipologia del vino, nello stesso cemento, in legni grandi, oppure in barrique usate più volte.
I vini presentati:
- Chianti Rufina DOCG 2003
- Chianti Rufina DOCG 2004
- Chianti Rufina DOCG 2005






